Forte Puin 1815/1828

È il forte più prossimo alle mura; vi si arriva a piedi dopo venti minuti di passeggiata a partire dal varco delle mura a monte del Castellaccio, oppure in pochi minuti parcheggiando l’auto a fianco dell’osteria delle Baracche, da qui la strada prosegue, anche se non più carrozzabile, ampia e comoda con resti dell’antico acciottolato, passa a fianco del Puin e si dirama per i Due Fratelli, Diamante e Torrazza.
Un’altra via è offerta dall’apertura delle mura a fianco del forte Begato e che passa a ridosso dello Sperone
L’origine del nome è incerta. Si fa l’ipotesi di una “Ridotta del Pani”, volgarizzata in “Puin”; ma potrebbe essere il contrario, cioè dall’antico nome “Puin” fu tratta un’italianizzazione in “Pani”. Può anche essere il nome del proprietario di una costruzione, cioé “baracca del Paolino”, trasformato in “Puin”. Non dimentichiamo poi che in dialetto “Puin” significava padrino. Ultima ipotesi suggestiva è di far risalire il nome a “Pen”, antica divinità ligure-celtica simboleggiata nei monti, deformata in “Puin”.
Ai primi di marzo del 1747 sulla dorsale che dallo Sperone si protende a nord venne tracciata una linea trincerata che però si fermava sul colle subito prima del Puin con una piccola ridotta in terra circondata da un fossato. Da questa ridotta scendeva una trincea, ancor oggi visibile, lungo la costa di Murogrosso verso Staglieno.
A fine marzo 1747 il vallo venne spinto sino ai Due Fratelli e la linea fu rafforzata con quattro ridotte in gabbioni piazzate sui punti più rialzati del crinale e da una batteria. Durante la guerra del 1747 non vennero però svolte azioni attorno a questa località troppo vicina alle mura e quindi troppo pericolosa per il nemico.

Nel Piano interrato del Puin dicono che vi siano i segni di una preesistente costruzione con una scritta “A.D. 1747 R.”, restaurata nell’anno del Signore 1747, ma nelle relazioni di quell’epoca non si fa cenno a fortilizi in muratura su questi colli. Probabilmente, se vi sono dei resti, potrebbe trattarsi di ruderi risalenti al XVI secolo e di cui fa cenno il Bonfadio.
Neppure nell’assedio del 1800 la zona venne menzionata, anche se la sua importanza era notevole in quanto difendeva le continue sortite e ritirate dei Francesi.
In periodo napoleonico si iniziò la costruzione di una semplice torre la cui funzione era quella di fare da ponte tra le mura della città e le posizioni avanzate dei Due Fratelli.
Il governo Sabaudo nel 1815 rinforzò la torre con un recinto bastionato in concomitanza ai lavori che si eseguivano sul Fratello Minore. L’opera terminò nel 1828.
La strada di accesso al fortilizio è in ripida salita, un ponte levatoio che sormonta il fossato ci introduce dentro la cinta. Gli spalti sono caratterizzati da quattro bastioni ed una posta zione a freccia nel mezzo della cortina a monte, in modo che la pianta che ne risulta è vagamente somigliante ad una tartaruga. La torre centrale è quasi cubica, misura alla base m. 12×13 ed è alta 9 metri sviluppandosi su due piani più uno sotterraneo. Il terrazzo è piano con caditoie aggettanti e posto su mensole in pietra. Alla torre è addossata posteriormente una piccola casamatta in parte protetta dall’alto terrapieno posteriore. Il forte è perfettamente conservato e restaurato e dato in concessione.

(Tratto da “Fortificazioni campali e permanenti di Genova” di R. Finocchio, Valentini Editore)

Mappa Forte Puin
Piantina Forte Puin

(Tratto da “I forti di Genova” Sagep Editice)