La Porta degli Angeli è uno dei tesori meno conosciuti ma più affascinanti delle antiche mura di Genova. Perfetta per chi ama esplorare la storia camminando, questa porta è un vero e proprio portale tra il vecchio quartiere e la collina di Granarolo.
L’attuale Porta degli Angeli si apre maestosa lungo la cinta muraria che domina il fossato di S. Bartolomeo. La sua posizione non è casuale: si trova quasi in linea con l’antica Chiesa di Nostra Signora degli Angeli dei Padri Carmelitani, un chiaro legame che ne spiega il nome.
Oggi, attraversare questa porta è come fare un salto indietro nel tempo. Collega ancora il vecchio quartiere alla mulattiera per Granarolo. L’ambiente conserva un fascino intatto, forse ancora più suggestivo di un tempo, grazie a quel senso di isolamento che riporta alla mente i secoli passati.
La galleria d’ingresso, caratterizzata sul fronte della Muraglia da un portale ad arco ribassato sormontato da uno stemma, un tempo era dotata di un ponte levatoio e di un primo piano per il corpo di guardia.
Gli Interni e le Trasformazioni Ottocentesche
Osservando la porta da vicino, si può notare che la sua struttura odierna non è molto diversa da quella documentata nel XVIII secolo dal Brusco e dal Codeviola.
In origine, il portello era una semplice galleria coperta da una volta a botte.
All’interno, la strada proseguiva in trincea fino a un archivolto, per poi svoltare bruscamente davanti alla Chiesa dei Carmelitani prima di dirigersi verso la città.
Nel XIX secolo, la porta subì importanti modifiche:
Il parapetto delle mura fu rialzato di circa un metro.
Le camere del primo piano, che ospitavano la guardia, furono demolite e coperte da un spesso strato di terra.
Questi interventi servivano a creare una strada di servizio ininterrotta (“ramparo”) all’interno della cinta muraria, essenziale per il movimento tra le diverse batterie dei bastioni.
La “Porta Murata”: Il Predecessore Scomparso
Quello che molti non sanno è che l’attuale non è la versione originale. La porta più antica si trovava più a nord, prima del grande baluardo di Santa Caterina.
Grazie alle tavole del Brusco del Settecento, che spesso attingevano a rilevamenti precedenti, possiamo individuare questo punto, già noto come “Porta Murata”.
Dal Viottolo al Quartiere Militare
I disegni mostrano chiaramente un archivolto che dava accesso a un viottolo esterno, collegato alla via principale che scendeva lungo la Val Polcevera. Sappiamo che la nuova Porta degli Angeli fu costruita, e la vecchia chiusa, intorno al 1680. Un documento del dicembre 1693, una supplica per la riapertura della “Vecchia Porta degli Angeli”, conferma che la sostituzione era avvenuta da pochi anni.
La “Porta Murata”, una volta chiusa, non andò perduta: fu convertita in quartiere per la soldatesca a guardia delle Mura. Nel corso del Settecento e dell’Ottocento subì ampie trasformazioni, fino ad essere inglobata nella sistemazione della nuova Batteria degli Angeli, segnando un destino comune a molte altre strutture militari della cinta muraria genovese.
Da questo punto la via svoltava ad angolo retto passando di fronte alla Chiesa e all’Oratorio dei Carmelitani, per poi proseguire di nuovo nella primitiva direzione, verso la città. L’ambiente oggi non è molto diverso da allora ed è forse ancora più suggestivo per quel senso di isolamento di cui, con molta probabilità, nel settecento non poteva godere, animato com’era dal via vai dei contadini e dei viaggiatori. La galleria d’ingresso, caratterizzata sul fronte della Muraglia da un portale ad arco ribassato sormontato da uno stemma, in origine era chiusa da un ponte levatoio e aveva un primo piano adibito ad alloggio per il corpo di guardia. Nella trasformazione ottocentesca il parapetto delle mura fu rialzato di circa un metro e le camere del primo piano furono demolite e coperte da uno spesso strato di terra, in modo da avere all’interno dei “ramparo”, una strada di servizio ininterrotta, tra una batteria e l’altra dei bastioni.
(Tratto da “Le Fortificazioni di Genova” di Leone Carlo Forti)


