Forte Tenaglia 1815/1836

Dal Forte Begato, discendendo lungo le mura e i bastioni del Garbo, si raggiunge il portello di Granarolo che dalla salita omonima conduce in direzione dei Piani di Fregoso e, attraverso la salita del Garbo, alla Val Polcevera.
Lungo la via dei Piani di Fregoso si incontrano i ruderi di due torri rotonde, quella detta di Granarolo, subito sotto la porta omonima e quella di Monticello. Entrambe fronteggiano i salienti di altrettanti bastioni come si era visto nel settore di levante.
Sui pendii rivolti verso la città vecchia si riconoscono ancora diverse polveriere, la più grande delle quali fiancheggia la strada sempre nei pressi della porta. Prima di giungere al forte Tenaglia si vedono fuori le mura i ruderi di altre due torri rotonde raggiungibili più facilmente dal forte Crocetta, come indicato in seguito.

Per accedere al Tenaglia si abbandona la rotabile principale nel punto in cui la via Bartolomeo Bianco passa tangente alle mura. Quindi percorso un tracciato abbandonato, si aggiungono e si superano le mura su una sortita che si conclude di fronte al ponte levatoio di ingresso al forte. La costruzione, localizzata su un promontorio naturale (a m. 217 s.l.m.) che ha dato il nome alla più antica fortezza, fronteggia tutta la bassa Val Polcevera e le balze di Coronata, confinando ad est con l’area del cimitero della Castagna. Sulla posizione estrema del crinale pianeggiante fu realizzata nel XVI secolo la famosa «Bastia di Promontorio» che con quella di Peralto e con il Castellaccio dominava dall’alto tutta la città. Questa fortificazione che comprendeva due Torri ed un recinto di mura rettangolare con quattro bastioni, come si può dedurre dalle vedute della città dei secoli XVI e XVII, fu completamente spianata in occasione della costruzione delle Nuove Mura.
Sul Piano delle Bombe fu quindi edificata la caratteristica Tenaglia a forma di corno. Durante tutto il XVIII secolo furono eseguiti lavori parziali di modifica, ma solo tra il 1815 e il 1836, per opera del Genio Militare Sardo, la fortificazione raggiunse quella fisionomia autonoma che i lavori di chiusura in unico recinto dei primi del secolo non erano riusciti a darle. Utilizzata come batteria antiaerea durante l’ultima guerra, fu colpita ripetutamente, riportando danni notevoli soprattutto nel fronte a mare.
Nell’ angolo di raccordo tra il tenaglia e questa parte è ricavata una polveriera con accesso dall’alto del piazzale.

Il Forte è dato in gestione alla Onlus La Piuma

Mppa forte Tenaglia
Piantina Forte Tenaglia

(Tratto da “I forti di Genova” Sagep Editice)

From Forte Begato, descending along the walls and the ramparts of Garbo, one reaches the Granarolo gateway that from the homonymous climb leads in the direction of Piani di Fregoso and, through the Garbo climb, to Val Polcevera. Along the road of Piani di Fregoso you can see the ruins of two round towers, the one called Granarolo, just under the homonymous door and the one of Monticello. Both of them face the salients of as many bastions as seen in the eastern sector.
On the slopes facing the old city we can still recognize several powder magazines, the largest of which flanks the road always near the door. Before reaching the Tenaglia you can see outside the walls the ruins of two other round towers more easily reachable from the Crocetta fort, as indicated below.

To access Tenaglia, leave the main roadway at the point where Via Bartolomeo Bianco passes tangent to the walls. Then along an abandoned track, you add and pass the walls on a sortie that ends in front of the drawbridge entrance to the fort. The construction, located on a natural promontory (217 meters above sea level) which gave its name to the oldest fortress, faces the whole lower Polcevera valley and the crags of Coronata, bordering to the east with the area of the Castagna cemetery. On the extreme position of the flat ridge, in the 16th century, the famous “Bastia di Promontorio” was built, which together with the Bastia di Peralto and the Castellaccio dominated the whole city from above. This fortification which included two towers and a rectangular walled enclosure with four bastions, as can be deduced from the views of the city in the sixteenth and seventeenth centuries, was completely flattened during the construction of the New Walls.
On the Piano delle Bombe was then built the characteristic horn-shaped Tenaglia. Throughout the eighteenth century were performed partial works of modification, but only between 1815 and 1836, by the Sardinian Military Engineers, the fortification reached the autonomous physiognomy that the work of closing in a single enclosure of the early century had failed to give it. Used as an anti-aircraft battery during the last war, it was hit repeatedly, causing considerable damage especially in the sea front. In the corner of the connection between the tong and this part there is a powder magazine with access from the top of the square.

The fort is managed by a non-profit organization La Piuma