Forte Sperone 1815/1827

Il Forte Sperone è il più settentrionali di quelli esistenti lungo le “Mura Nuove”. Il sito dominante gli permetteva di controllare sia val Bisagno che val Polcevera ed il crinale verso i Due Fratelli. Già nel 1319 in questa zona sorgeva una ridotta ghibellina, nel 1478 si fa menzione di una torre; ma la posizione di queste due opere è molto vaga. La stampa della seconda metà del XV secolo “Genua Urbs Maritima” ci rappresenta una torre isolata a ponente del Castellaccio. Solo nel 1530 si parla del monte Peralto come località adatta alla costruzione di una rocca. La veduta di Genova di Cristoforo Grassi del 1597 ed altre stampe dell’inizio del 1600 ci mostrano una grossa torre sulla vetta del monte. Con la costruzione delle “Mura Nuove” detta opera venne a far parte del perimetro della cinta, e la forma dei baluardi quassù assai complessa  è dovuta sia all’adattamento delle mura alla fortezza precedente sia alla morfologia accidentata del terreno. Non risultano essere stati eseguiti lavori particolari, la posizione era semplicemente un terrapieno che livellava in gran parte l’antico ed inutile castello.
Nel 1747 sotto la direzione del patrizio Lazzaro Viganego venne posto sugli spalti un cavaliere, o terrapieno rialzato rispetto al parapetto delle mura, per postare l’artiglieria in posizione dominante e poter colpire anche il terreno sottostante aprendo il fuoco in depressione.

Ai lavori del cavaliere in gabbioni, approntati in pochi giorni, seguirono le opere per dare ospitalità ad un piccolo presidio. Nel settembre del 1747 si inizia a costruire una casermetta. Gli impresari impiegano quotidianamente 200 operai, ma nel 1748 si verifica il crollo di una volta a causa della cattiva qualità dei materiali, con conseguente obbligo agli appaltatori di rifare il lavoro a loro spese ed a regola d’arte.
Nell’assedio del 1747 non si ebbe mai occasione di combattere allo Sperone. Unica menzione si ha in un editto del Senato in base al quale “tutta la gente di livrea fu irregimentata ed andarono a prendere i loro quartieri, parte allo Sperone, parte a Granarolo”.

La nuova forma dello Sperone ci viene mostrata dai disegni di Michele Codeviola eseguiti nel 1788. Nel frattempo erano stati effettuati altri interventi per opera dell’ingegnere Giacomo Brusco. I parapetti dei bastioni sono notevolmente rinforzati, il cavaliere ora in muratura può accogliere quattro pezzi. Una rampa a forte pendenza su volte permette il trasporto degli obici sino al piano del cavaliere; a ridosso della rampa e da essa protetta sta la caserma. Era una costruzione su tre piani lunga circa 25 metri e profonda 8; altri tre piccoli edifici sono lungo i baluardi laterali su cui si aprono due sortite che danno sul cammino coperto, e da qui lungo la trincea avanzata che si snoda verso i Due Fratelli.

L’armamento del forte era costituito da dodici bocche di vario calibro. In periodo napoleonico subì rimaneggiamenti; ma fu solo in epoca sabauda, tra il 1815 ed il 1827 che venne ad assumere quella forma imponente e minacciosa.
Nel 1815 fu elevato un muro verso la città in modo da chiudere la caserma in un triangolo bastionato. Tra il 1821 e il 1826 il complesso subisce sostanziali aggiunte. Si innalzò parallelamente alla cortina meridionale una nuova caserma bastionata, con una lunga rampa di accesso parallela alla facciata; la copertura della caserma collegata con il terrapieno retrostante formava una grande piazza d’armi; un’unica sortita è sul bastione di ponente; dal lato Bisagno sta la polveriera protetta tutt’attorno da un alto muro.
Qualche anno dopo si smantella il cavaliere sul baluardo settentrionale e si innesta all’antica caserma settecentesca un nuovo edificio formante con essa un angolo ottuso. Il tutto è arricchito da tre torri cilindriche, di cui quella centrale accoglie una scala elicoidale, le due estreme sono sul filo delle “Mura Nuove” in modo tale da chiudere completamente il bastione settentrionale e creare un forte romboidale entro il più vasto forte.

Attualmente il forte è in totale abbandono.

(Tratto da “Fortificazioni campali e permanenti di Genova” di R. Finocchio, Valentini Editore)

Mappa Sperone
Piantina Forte Sperone

(Planimetria da “I forti di Genova” Sagep Editice)

It is the northernmost fort of those existing along the “Mura Nuove”. Its dominant site allowed it to control both val Bisagno and val Polcevera and the ridge towards the Due Fratelli. Already in 1319 in this area stood a Ghibelline redoubt, in 1478 there is mention of a tower; but the position of these two is very vague. The print of the second half of the fifteenth century “Genua Urbs Maritima” represents an isolated tower to the west of Castellaccio. Only in 1530 is Mount Peralto mentioned as a location suitable for the construction of a fortress. The view of Genoa by Cristoforo Grassi in 1597 and other prints of the beginning of 1600 show us a large tower on the top of the mountain. With the construction of the “Mura Nuove” (New Walls) this work became part of the perimeter of the wall, and the shape of the ramparts up here is very complex due to both the adaptation of the walls to the previous fortress and to the uneven morphology of the land. It does not appear to have been carried out any particular work, the position was simply an embankment that leveled largely the ancient and useless castle.
In 1747 under the direction of the patrician Lazzaro Viganego was placed on the terraces a cavalier, or embankment raised above the parapet of the walls, to place the artillery in a dominant position and can also hit the ground below opening fire in depression.
The works of the cavalier in gabions, prepared in a few days, were followed by the works to give hospitality to a small garrison. In September 1747 the construction of a small barracks began. The contractors employed 200 workers daily, but in 1748 the collapse of a vault occurred because of the bad quality of the materials, with the consequent obligation to the contractors to redo the work at their expense and in a workmanlike manner.

In the siege of 1747 there was never occasion to fight at Sperone. The only mention is in an edict of the Senate according to which “all the livery people were regimented and went to take their quarters, part of the Spur, part of Granarolo.
The new shape of the Sperone is shown in the drawings of Michele Codeviola made in 1788. In the meantime other interventions had been carried out by the engineer Giacomo Brusco. The parapets of the bastions are considerably reinforced, the cavalier now in masonry can accommodate four pieces. A steeply sloping ramp on vaults allows the transport of howitzers up to the cavalier level; the barracks is located behind the ramp and protected by it. It was a three-storey building, about 25 meters long and 8 meters deep; three other small buildings are located along the lateral bastions on which two sorties open onto the covered path, and from here along the advanced trench that winds towards the Due Fratelli.
The armament of the fort was made up of twelve mouths of various calibers. During the Napoleonic period, it underwent changes, but it was only during the Savoy period, between 1815 and 1827, that it took on that imposing and threatening form.
In 1815 a wall was raised towards the city in order to close the barracks in a bastioned triangle. Between 1821 and 1826 the complex underwent substantial additions. A new bastioned barracks was built parallel to the southern curtain, with a long access ramp parallel to the facade; the roof of the barracks connected with the embankment behind formed a large parade ground; a single sortie is embarked on the western bastion; on the Bisagno side there is a powder magazine protected all around by a high wall.
A few years later the cavalier on the northern bastion was dismantled and a new building was grafted to the ancient eighteenth-century barracks, forming with it an obtuse angle. The whole is enriched by three cylindrical towers, of which the central one houses a helicoidal staircase, the two extreme ones are on the edge of the “New Walls” so as to completely close the northern bastion and create a rhomboidal fort within the largest fort.
Currently the fort is in total abandonment.