Forte Begato 1819/1823

Il forte Begato, localizzato a circa 475 metri di quota sul monte omonimo, è stato costruito su di un’angolazione del tracciato delle mura, all’interno di queste, sfruttando l’area eccezionalmente pianeggiante di quel tratto di crinale segnalato nella cartografia settecentesca come «Piana delle Fosse». Una prima notizia relativa alla presenza di elementi di fortificazione su tale area si riferisce al 1624 e riguarda una caserma, di cui non è specificata l’architettura, inclusa negli anni successivi entro il perimetro delle nuove mura. Nei rilievi del Brusco del 1796 compaiono oltre ai ruderi di un «Baraccone» (forse la stessa caserma seicentesca), una polveriera disposta verso occidente e, ad oriente, una batteria, con fossato e rivellino, disposta ortogonalmente alle mura in cui si innesta. La proposta per la realizzazione della «Nuova Caserma a Begato» è avanzata nel 1817 dal Genio Militare Sardo. Il forte Begato fu compiuto tra il 1819 e il 1823 sfruttando l’area pianeggiante a ridosso della vecchia Batteria conservata e integrata nel nuovo complesso fortificato.

Il recinto esterno di chiusura del lato verso la città e il relativo ingresso con ponte levatoio vennerocompletati nel 1836. Il forte, non ha subito da allora sostanziali modifiche; alcune costruzioni recenti sono state disseminate all’esterno della struttura ottocentesca. Si entra nella grande piazza d’armi dal portale, superato un ponte levatoio oggi rifatto in muratura. Su tutto il prato che precede la fortezza si notano spalti, rivellini, terrapieni e fossati testimonianti le posizioni e l’orientamento dei pezzi a cielo libero puntati verso il porto e la vallata del Polcevera.

L’ingresso nell’edificio del forte, che è a pianta quadrata bastionata perfettamente simmetrica, è possibile da due opposte aperture disposte sull’asse di simmetria da nord-ovest a sudest. Una grande scala rampante di fronte all’accesso a nordovest porta al piano superiore e alle coperture. Un altro gruppo di scale, realizzate in un vano a rettangolare, fronteggia l’accesso opposto e il camminamento che conduce all’ampio cortile interno. I vani tra i bastioni sono voltati a botte su direttrici ortogonali alle fronti; nei raccordi angolari sono grandi croci di arconi interamente in mattoni le cui lunette costituiscono comunicazioni verticali aperte da grate tra i due piani, sul modello di quanto già visto nella Torre della Specola. Sul lato settentrionale si trova la batteria settecentesca cinta da un fossato che la separa dalle strutture del forte.

Piantina Forte Begato

(Tratto da “I forti di Genova” Sagep Editice)